In questi giorni Roma è buia, triste, come se non ci fosse un domani.
Continua a piovere tutti i pomeriggi, il rumore della pioggia che sbatte forte sulle finestre è solo il contorno di quest'incubo. L'amaro epilogo di un qualcosa che gela il sangue nelle vene.
Nonostante il dirompente nubifragio c'è caldo torrido, il sudore scende sulla fronte per poi solcare tutto il viso, ma questa volta a fargli compagnia ci sono le lacrime.
Il dolore è insostenibile, soffocante, angosciante. Un grumo di ansia è proprio lì, sullo stomaco, e non vuole proprio lasciarci in pace.
Continua a piovere, si continua a piangere inesorabilmente, senza un freno, senza che ci si possa trattenere, senza che nessuno possa far niente per riportare le cose come prima.
Perchè nessuno ha la bacchetta magica, nessuno può fare davvero qualcosa,tantomeno io, piccola creatura impotente, che cerca di essere grande, che vorrebbe far sparire questa tristezza, ma che sa nel profondo del suo cuore che nessuna parola e nessun gesto potrebbe aiutare chi ama.
Ma questo piccolo puntino che si chiama Stefania, ci sta provando in tutti i modi e spera che la pioggia possa cessare, ma sa che il dolore di adesso non potrà andarsene dal cuore di chi ama.
E tutto il resto è futile.
Quelle idiozie che Stefania considerava "problemi" fino a qualche giorno fa, erano effimere, stupide, senza alcun valore. Quelle sensazioni andavano ignorate.
Stupida Stefania si sente ancora, per aver considerato importanti i suoi grattacapi, per aver dato così peso al suo piccolo mondo futile, per aver abusato di troppa disponibilità da parte dei suoi cari, per aver semplicemente pensato troppo a se stessa.
Ora no.
Ora Stefania si fa da parte e lascia spazio agli altri.
Stefania ora è in prima linea per poter stringere la mano all'unico amore della sua vita, per poter ricordare con lui, o anche solo per sentirlo piangere.
Ora Stefania è forte, e lo è solo per lui.
01/07/09
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